La Recita dell’Attore Vecchiatto nel teatro di Rio Saliceto

Teatro di Sacco è lieto di presentare Claudio Morganti ed Elena Bucci, insieme, in esclusiva per la prima volta a Perugia, in un “piccolo grande classico”, Recita dell’attore Vecchiatto nel teatro di Rio Saliceto, di Gianni Celati. Lo spettacolo andrà in scena sabato 27 febbraio alle ore 21 presso la Sala Cutu per la Stagione Indizi 2015/16.
Dopo più di vent’anni Claudio Morganti, grande regista, drammaturgo ed interprete teatrale, fa un graditissimo ritorno alla Sala Cutu dove debuttò con Riccardo III.
L’attore, formatosi alla Scuola dello Stabile di Genova, si è dedicato, dal 1993, agli studi sull’opera di Shakespeare. L’artista mette nei propri lavori molto amore per il “teatro vero” e per ciò che esso ha di più necessario, di più intimo e di più sacro.
Morganti fonda il “Serissimo Metodo Morg’Hantieff”, autoironica e poetica dichiarazione di metodo per attori, teatranti e spettatori. Si tratta di un testo che affronta, tra una serie di esercizi, una ricerca che scava la distinzione tra il “teatro” e lo “spettacolo”. Una questione teorica che si tramuta in un ragionamento affilato e dinamico utile non solo agli attori ma anche agli spettatori.
Morganti è vincitore di numerosi premi, ricordiamo il Premio Carmelo Bene nel 2010 e il Premio Ubu 2012; nella Recita dell’attore Vecchiatto, è accompagnato da una eccezionale Elena Bucci (la moglie Carlotta), una delle voci più singolari ed apprezzate del nostro Teatro d’autore. Regista, attrice, drammaturga ha partecipato al Teatro di Leo de Berardinis, ha fondato la Compagnia Le Belle Bandiere che organizza spettacoli, rassegne, laboratori teatrali e progetti pe la diffusione del teatro; anche lei vincitrice di molti premi, quali il Premio Ubu. E’ stata giudicata, infatti, miglior attrice proprio per l’interpretazione dello spettacolo che sarà in scena sabato alla Sala Cutu.

Attraverso la vicenda dell’attore Vecchiatto, in gioventù famoso artista ma abbandonato in vecchiaia dal pubblico e dagli impresari, si fa un vero e proprio viaggio nell’arte della scena.

Il protagonista è un consumato attore che attende il suo pubblico (praticamente ormai inesistente) in un piccolo e maleodorante teatro di provincia dove recita un monologo, una riflessione sulla caducità della vita. Attraverso le vicende di Attilio Vecchiatto è possibile cogliere tanto di quel mondo separato e strano che è quello degli attori, delle loro vite professionali, artistiche, intime: le prove, il debutto, il lavoro sul testo, il lavoro dell’attore, in scena e fuori; le relazioni con teatri, impresari, colleghi e con gli spettatori; la quotidianità fatta di fatiche e gli orizzonti vividi di ambizioni, la foga delle tournée e l’insofferenza dell’esilio in provincia, il successo e l’amarezza, la gioia di stare in scena e la rassegnazione di fare un mestiere che ormai interessa a pochi.

I teatri di oggi e di ieri, i loro artisti e attori, il loro pubblico sono destinati a incontrarsi nelle parole dolci e amare di Vecchiatto e della moglie Carlotta, al secolo la straordinaria Elena Bucci. Morganti afferma: “Qualcuno dice che la storia dell’attore Vecchiatto è inventata, ma l’invenzione è la realtà degli artisti e Vecchiatto è spirito e carne di tutti gli attori, ne è emblema, spietato simbolo e dunque, a mio avviso dovrebbe essere anche il nostro santo patrono…..”.

La Recita dell’attore Vecchiatto nel teatro di Rio Saliceto ha ricevuto molti consensi di critica e pubblico, un ottimo lavoro consolidato da risultati molto soddisfacenti che confermano nuovamente la grandezza di due attori, Claudio Morganti ed Elena Bucci, tra i più importanti e preparati della scena teatrale contemporanea italiana.

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